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15 Dicembre 2008

L’Editoriale di TH.com: “… e se Surma risultasse non colpevole?"

Nell'era dello show-business e dove l'apparire sta prendendo la supremazia sui reali valori dell'essere, la notizia della squalifica di un giocatore di hockey per 10 mesi dall'attività agonistica potrebbe essere vista in tanti modi ed analizzata in altrettanti.

 
Autore: Daniele Amadasi | Categoria: Mission TH.com scarica RSS della categoria Mission TH.com

Quello che ci preme, è invece di capire se Damian Surma è così reo e quindi colpevole per meritarsi dieci (diconsi dieci) mesi di squalifica con sospensione da ogni attività federale nell’ambito dell’hockey ghiaccio italiano.
Dal contenuto del referto arbitrale della terna diretta dal capo arbitro Massimo De Col e dai due linesman Antonio La Forgia e Federico Stella e dalla pesantissima sanzione inflitta dal Giudice Sportivo dovremmo dire di si, dalle testimonianze del pubblico sugli spalti e dai commenti dei giornalisti e dei radiocronisti dovremmo dire di no.
Il tutto in attesa di avere a disposizione le immagini televisive per aiutarci ad uscire da questa situazione, che ai più, Signor Massimo De Col incluso, parrà a dir poco assurda.

L’antefatto in questione ci riporta al minuto 39’21” del match di campionato tra Valpellice e Milano allorché al giocatore di casa Damian Surma viene inflitta una penalità partita 5’+20’ (codice 41).
Motivazione? Aver tirato violentemente (!?) il disco con il proprio bastone  verso (in direzione) il capo-arbitro De Col. Da qui la penalità partita a Surma, la compilazione a fine gara del rapporto arbitrale, l’invio di questo ultimo al Giudice Sportivo e la pubblicazione della sentenza che recita testualmente: “Sospensione inflitta all’atleta 52564 Damian Surma con durata sino al 07/10/2009 per violazione degli articoli 10.2 del Codice delle Penalità e 32, n.2 del Regolamento di Giustizia.”
Sospensione motivata dall’accusa di tentativo di ferimento, dalla intenzionalità e dalle potenziale lesività dell’atto, dalla violenza con il quale il disco è stato scagliato, dal comportamento evidente ed inequivocabilmente diretto a colpire e conseguentemente a ferire il direttore di gara.
Accuse gravissime desunte logicamente da quanto scritto e riportato nel referto arbitrale.
Ma se il direttore di gara si fosse sbagliato? Se quel disco scagliato a gioco fermo da Surma dopo una penalità ricevuta da un suo compagno di squadra (Siren) in maniera violenta e magari in direzione della balaustra e solo dopo il rimbalzo in direzione del capo-arbitro?
Se ci trovassimo invece in un semplice caso di diversa sensazione dalla realtà o di un qualsiasi errore di valutazione? Cosa succederebbe?
L’hockey su ghiaccio in Italia soprattutto ed ainoi, non c’entra però nulla con lo sport da shox-business e quindi non è neanche immaginabile che un capo-arbitro decida di voler in qualsiasi modo apparire e mettersi in mostra.

Soprattutto dopo aver sentito chi conosce meglio di noi Massimo De Col. Un arbitro over 30 esordiente nel campionato di Serie “A2” edizione 2008-2009 che è arrivato alla seconda serie italiana dopo una trafila di arbitraggi nei campionati Under 16 e 19 ed in Serie “C-under 26”. Un arbitro che segue alla lettera la linea della tolleranza zero, che fischia tutto ciò che vede, che non lascia passare quasi nulla. Come dimostrano le sue statistiche con cinque direzioni di gara all’attivo, 241 minuti di penalità, 108 chiamate da 2 minuti, una penalità partita ed un record nel campionato di “A2” a livello di chiamate per ginocchiata, alias uso scorretto del ginocchio codice 37 penalità).
Un arbitro quindi che potrebbe quindi aver scelto la linea della fiscalità, magari anche eccessiva, per pagare forse meno dazio alla mancanza di esperienza nel dirigere gare di un campionato certamente non facile come quello cadetto.
Certo è però che la pista di Torre Pellice non ha portato bene al Signor Massimo De Col ed ai suoi due linesman, La Forgia e Stella nelle due partite dirette al PalaCotta Morandini: Valpellice - Real Torino del 10 ottobre 2008 (primo derby stagionale torinese, terminato 4-3 ai rigori per il Real) con 58 minuti di penalità attraverso 29 chiamate da 2 minuti ed appunto Valpellice - Milano 4-1 dello scorso 7 dicembre con 71 minuti di penalità totali mediante 23 chiamate da 2 minuti, la famosa oramai penalità partita a Surma ed una serie di episodi e situazioni che riassumiamo di seguito:
- 2 minuti di penalità per carica in balaustra (codice 7) attribuita al numero 77 Petrov della Valpe quando invece il fallo era stato fatto dal numero 15 tornese Surma. E per la cronaca Petrov in quel momento si trovava in panchina e nemmeno in pista.
- 2 minuti a Siren per ostruzione (codice 34) quando invece la penalità doveva essere sanzionata per proteste ma contestualmente al fatto che un giocatore del Milano a terra aveva trattenuto e tenuto con sé il bastone del giocatore della Valpellice. Da qui le proteste della Valpe ed il disco scagliato da Surma.
- una serie di tre penalità fischiate nel terzo tempo contro il Milano a Migliore, Braito e Mair (clipping, trattenuta ed ostruzione) in situazioni riconducibili all’assurda legge della compensazione

In entrambe le circostanze difatti la medesima terna arbitrale (De Col, La Forgia e Stella) è uscita sotto fischi e polemiche sia da parte del pubblico di casa che di una serie di addetti ai lavori, giornalisti di carta stampata e radiocronisti.
Radiocronisti già o perché direte voi? Perché in attesa che venga presentato il ricorso da parte della Società HC Valpellice Bulldogs con eventuale controprova televisiva, si potrebbe prendere in considerazione anche quanto contenuto nella radiocronaca di Valpellice - Milano andata in onda su Radio Padania all’interno della trasmissione “TuttoHockey Speciale A2”.
Contenuto di valenza giornalistica realizzata in tempi, modalità e situazione assolutamente non sospette ma soprattutto una tipologia di contenuto che stagioni addietro fù preso in considerazioni per un Milano-Renon di Serie “A1”.
Perché se per caso (come già successo) ci si trovasse a dover tornare indietro su propri passi, proclamando la non colpevolezza di Surma per non l’aver commesso quello di cui accusato, ci verrebbe spontaneo chiedere chi dovrà pagare per il danno d’immagine subita dal giocatore e dalla sua società  l’HC Valpellice ….. e soprattutto quanto dovrebbero essere sospesi dalle loro attività federali l’arbitro ed il giudice sportivo in questione.
In attesa di vedere come andrà a finire il ricorso della Valpellice segnaliamo con incredulità la chicca riguardante la designazione nell'ultima giornata del campionato di Serie C-under 26 dell'arbitro De Col alla direzione di gra tra l'HC Trento ed il Pinerolo Bulldogs, farm team dell'HC Valpellice, lasciando ogni commento di sorta (censure incluse) ai nostri lettori.

Daniele Amadasi
Direttore TuttoHockey.com

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I vostri commenti

Redazione TuttoHockey.com (Milano)

Giovedì 18 Dicembre 2008, 09:27
Riceviamo e pubblichiamo

Caso Surma: Comunicato Ufficiale HC Valpellice

La Società HC Valpellice ASD comunica ufficialmente che si sta adoperando
in tutti i modi al fine di tutelare se stessa, il giocatore Damian Surma, i
propri sponsors ed i propri tifosi. In quest' ottica tutte le vie sono
gia' state intraprese, in particolare il ricorso d'urgenza.
Contestualmente e di comune accordo, al fine di evitare un periodo lunga
inattività al tesserato Surma, la Società ha reputato opportuno, nelle more
della decisione federale, di consentire al giocatore di aggregarsi alla
squadra americana degli Stockton Thunder (California) militante nella ECHL
e farm team degli Edmonton Oilers. Qualora la squalifica venisse annullata
o almeno ridotta in modo da consentire a Surma di riprendere l'attività
agionistica in Italia sussiste un impegno formale del giocatore di fare
immediatamente rientro presso l'H.C. Valpellice Bulldogs.
Damian Surma saluta con affetto tutti i tifosi, augura alla Società i
migliori successi sportivi ed è fiducioso sul procedimento di ricorso e
sulla possibilità di un suo rapido reintegro nella squadra.
La Società, nel ringraziare Damian per quanto fatto sinora e certa di
rivederlo presto, gli augura un ottimo proseguimento temporaneo di stagione
nella sua difficile ma stimolante parentesi americana.

Il Direttivo HC Valpellice ASD

Graziano (Prarostino)

Lunedì 15 Dicembre 2008, 22:22
Come rovinare la permanenza nel campionato italiano di un giocatore
estremamente forte e corretto .... e penalizzare oltremodo l'HC Valpellice
!

Redazione Th.com (Milano)

Lunedì 15 Dicembre 2008, 09:46
Riceviamo da parte dell'HC Valpellice e pubblichiamo integralmente la
Sentenza del Giudice Federale che, basata sul rapporto dell'Arbitro Massimo
De Col, sancisce la sospensione dall'attività di Damian Surma per ben 10
mesi!

L'H.C. Valpellice Bulldogs, a tutela propria, del proprio tesserato e dei
propri tifosi (tra cui i 2.000 spettatori testimoni dell'accaduto) ha
provveduto immediatamente a conferire mandato a proprio legale di fiducia
per un celere ricorso a dimostrazione dell'infondatezza delle accuse e per
la riparazione dei danni patrimoniali e d'immagine subiti.

Decisione N°: GSP08156 del 12/12/2008

1) SOSPENSIONE inflitta a ATL 52564 SURMA DAMIAN Con durata sino al
07/10/2009 per violazione degli Art.li 10.2 del Codice delle Penalità e 32,
n. 2 del Regol. di Giustizia. con la seguente motivazione:
SURMA DAMIAN al minuto 39,21 durante un`interruzione di gioco, per
protestare contro una decisione arbitrale, tirava violentemente il disco
con il proprio bastone verso il capo arbitro. Il giocatore Surma Damian
veniva cosi punito in base all` Art. 550 del Regol. Uff. di gioco con una
Penalità di Partita.

Ciò premesso il comportamento del giocatore che, a gioco fermo, scaglia
intenzionalmente il disco all`indirizzo di qualcuno può correttamente
qualificarsi come "tentativo di ferimento" posta la potenziale lesività
dell`atto e la fattispecie va conseguentemente inquadrata nell` ipotesi
prevista dall`Art. 10.2 del Codice delle Penalità. Nel caso di specie
risulta provato dal rapporto arbitrale che il giocatore Surma Damian ha
lanciato con violenza il disco verso il capo arbitro. Tale comportamento
era evidentemente ed inequivocabilmente diretto a colpire e
conseguentemente a ferire il direttore di gara.
Ad avviso di questo Giudice l`intenzionalità dell atto va desunta, da un
lato dalla considerazione che un tale episodio non può derivare da un fatto
accidentale o da una normale dinamica di gioco, e dall`altro dalle
circostanze nella quali è maturato l'episodio in contestazione: si tratta,
in sostanza, di una reazione inconsulta per protestare contro una decisione
arbitrale.
Accertata, dunque, la responsabilità disciplinare di Surma Damian per il
fatto a lui contestato questo Giudice ritiene di poter applicare, a
parziale riduzione della sanzione, la circostanza attenuante
dell`incensuratezza del giocatore in applicazione dell` Art. 32, n. 2 del
Regol. di Giustizia.
Considerata pertanto quale pena base la sanzione di anni 1 (uno) e mesi 3
(tre) di sospensione da ogni attività federale, come previsto dall`Art.
10.2 del Codice delle Penalità, ed applicata la diminuzione di un terzo per
l`effetto della concessione della circostanza attenuante relativa
all'incensuratezza, ritiene questo Giudice di quantificare la pena in mesi
10 (dieci) di sospensione da ogni attività federale.
 

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