Qui Blue Team: la realtà di incubo chiamato retrocessione
Dopo due edizioni nel Gruppo "A" dei Mondiali, l'Italia retrocede in Prima Divisione nella solita e desolante totale o quasi indifferenza televisiva da parte della Rai.
Così la nazionale azzurra ritorna nel limbo della I divisione: questo l’esito, a dire il vero un po’ atteso, del mondiale in Canada, dove probabilmente si è chiuso un ciclo della nazionale, su cui appare assai probabile l’avvicendamento di Goulet, il quale aveva affermato già tempo addietro che sarebbe stato comunque il suo ultimo mondiale, e di certo si aprirà un dibattito su quello che poteva essere e su ciò che non è stato, soprattutto su alcuni giocatori che sono rimasti a casa. Anche se rischiano solo d’essere discussioni di lana caprina, meglio pensare fin da subito al 2009.
Prima divisione dunque, o meglio dire gruppo B, annacquato dalla suddivisione in due gironi che lo fa diventare quasi un gruppo C, ma con una formula di “tutti contro tutti” nella quale ognuna delle sei partite che vai a giocare nell’arco di una sola settimana è come se ciascuna di esse fosse una finale seppur con avversari a volte inconsistenti. Ancor di più è l’amaro in bocca visto che nel 2009 il gruppo A si giocherà in Svizzera.
Se l’Italia volesse ritornare subito nell’elite mondiale, probabilmente dovrebbe candidarsi subito ad ospitare il mondiale di I divisione del 2009, un po’ come hanno fatto, con successo, la Slovenia lo scorso anno e l’Austria ad aprile ’08.
Tornando al gruppo “A”, quale sia stato l’intento di questo massimo torneo iridato, con la sua assurda formula dei gironcini preliminari a quattro e poi con i nuovi play-off retrocessione, giocato per celebrare i 100 anni della Iihf e per di più sulle piste strette nordamericane, personalmente non l’ho capito. Dai vari resoconti letti, pare che sul posto, come era facilmente prevedibile, sono i playoff della Nhl a calamitare l’interesse dei tifosi nordamericani. Ma tant’è, come al solito per la Iihf sarà stata una questione di cassa. Stendiamo poi un velo pietoso sulla “grazia” data alla Germania dall’Iihf per l’utilizzo non regolare di Jason Holland (aveva già giocato nella nazionale canadese ed aveva maturato solo 3 dei 4 anni richiesti per poter vestire la maglia della nazionale tedesca, uno svarione dei funzionari del Deb).
Così invece di incassare un 0-5 contro la Slovacchia, alla Germania sono rimasti i tre punti per la vittoria per 4-2 e, soprattutto, ha evitato di finire nei play-off della relegazione visto che poi aveva perso contro la Norvegia.
Difficile da seguire questo mondiale per i tifosi rimasti a casa. Per via del fuso orario la stampa è in ritardo di due giorni, c’erano i commenti sul sito della Iihf, ma dire che fossero partigiani e farciti dei soliti pregiudizi o frasi fatte è dire poco visto che poi sono riusciti anche ad inserire refusi incredibili (ad esempio l’aver scambiato l’allenatore danese con quello italiano, curiosamente corretto dopo che chi scrive queste righe ha inviato una mail alla Iihf).
Per le immagini, c’era solo l’alternativa di guardare le partite via internet sul sito della Iihf oppure rimaneva solo quanto ha offerto la televisione pubblica. Purtroppo questa volta neanche altre emittenti estere hanno trasmesso gli incontri degli azzurri. A differenza d’altre emittenti nazionali (in Germania ed in Svizzera), la Rai si è ben guardata di fare le dirette in piena notte, salvo proporre delle sintesi che poi sintesi non erano, per di più ad orario da pranzo o siesta e che ricordavano quei terzi tempi da incubo trasmessi dopo l’una di notte anni fa.
Oggi, domenica, sono stati trasmessi gli ultimi due tempi giocati fra Francia ed Italia, e, salvo i competenti commentatori Bizzotto e Benvenuti inviati sul posto, il resto ha fatto piangere.
E’ inutile ribattezzare un canale da “Rai Sport Satellite” a “Rai Sport più” se poi i contenuti ed i modi rimangono gli stessi. All’inizio le immagini della partita sono entrate sullo schermo senza alcun annuncio, né sigla, poi microfoni lasciati aperti dopo la fine della seconda frazione (a Roma evidentemente qualcuno stava dormendo…), nessuno s’è preso la briga di tagliare il filmato, poi la fine della trasmissione che è arrivata come un’accetta che non ha lasciato nemmeno terminare il commento conclusivo. Direi che peggio di così proprio non poteva andare.
Sono anni, anzi decenni, che scrivo che ci vuole un serio ragionamento su hockey e televisione. Temo che il rischio del black-out totale sul prossimo mondiale di I divisione dell’Italia sia una probabilità alquanto seria. Non ci dimentichiamo che nel 2005, quando l’Italia vinse il torneo e tornò in gruppo “A”, noi fummo l’unica nazione che non ebbe alcuna emittente televisiva che si prese la briga di trasmettere le partite degli azzurri! Pare per questioni di costi dei diritti televisivi.
Per non parlare del campionato italiano, dove da anni si è scelta la televisione a pagamento, scelta del tutto opinabile, visto che poi sono tutti lì a dire che manca la visibilità dell’hockey. A questo punto non resta proprio che dire: “chi è causa del proprio male, pianga se stesso”.
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marco (aosta)
marco