Qui NHL: il punto mercato al 25 giugno
Secondo appuntamento stagionale 2010-2011 con le vicende di mercato del pianeta NHL, che stanno vedendo i campioni in carica dei Chicago Blackhawks stranamente molti impegnati sul fronte delle cessione e delle partenze.
Lo avevamo anticipato in tempi “non sospetti”, quando cioè i play-off erano ancora in pieno svolgimento, ma ieri è arrivata la prima conferma: non hanno fatto in tempo a riportare la Stanley Cup a Chicago dal lontano 1961, che già il GM dei Blackhawks Stan Bowman sta cominciando a smantellare quel formidabile gruppo!
Infatti, da ieri Dustin Byfuglien, Brent Sopel, Ben Eager ed il prospetto Akim Aliu (draftato al secondo turno l’anno scorso) sono diventati giocatori degli Atlanta Thrashers in cambio di una scelta al primo turno ed una al secondo turno dell’Entry Draft 2010 (scelte che i Thrashers hanno acquisito qualche mese fa dai New Jersey Devils nella trade che ha coinvolto Ilya Kovalchuc), del giovane prospetto Jeremy Morin, scelto da Atlanta al secondo turno nell’Entry Draft dello scorso anno dopo avere segnate 47 gol e distribuito 36 assist nella Ontario Hockey League e vinto la medaglia d’oro con il Team USA nei più recenti mondiali juniores, del 33enne attaccante Marty Reasoner alla sua undicesima stagione in NHL e dell’ala Joseph Crabb, che la scorsa stagione ha debuttato in National Hockey League giocando le sue prime 29 partite con la franchigia della Georgia.
A Chicago la cittadinanza è sotto shock e pure gli ormai ex-compagni di squadra sono molto dispiaciuti per la partenza di “Buff”, ma sono anche rassegnati al fatto che non era possibile rinnovare tutti i contratti in scadenza senza mandare in bancarotta la società e comunque il GM ha i risultati dalla sua parte: è stato proprio grazie all’investimento fatto sui giovani negli anni ed alla pazienza con cui Joel Quenneville ed il suo coaching staff li hanno allevati, che questo risultato storico è potuto arrivare, pertanto si può tranquillamente continuare così.
Sempre di ieri la notizia del passaggio del 25enne centro degli ‘Hawks Colin Fraser (un altro che con il 1° di luglio sarebbe divenuto unrestricted free agent) agli Edmonton Oilers in cambio di una scelta al sesto turno dell’Entry Draft che ricordiamo si svolgerà oggi 25 giugno (per noi in orario notturno) allo Staples Center di Los Angeles.
Infine da “casa Thrashers” arrivano i rumors che il GM Rick Dudley ha trovato anche il nuovo capo allenatore per la squadra della città della Coca Cola: si tratterebbe dell’ex-assistente di Claude Julien ai Boston Bruins Craig Ramsay, mentre ancora una volta dagli ‘Hawks arriverebbe il suo nuovo vice John Torchetti.
Se vi chiedete il perché di questo “fil rouge” che lega le 2 franchigie, è presto detto: Rick Dudley, che è stato promosso da poco GM dei Thrashers, fino alla scorsa estate lavorava nello staff dirigente dei Blackhawks.
Gli Edmonton Oilers, che questa notte avranno l’onore di chiamare per primi all’Entry Draft, hanno appena scelto il nome dell’uomo che li traghetterà verso un futuro si spera nuovamente ricco di soddisfazioni e successi. Con Pat Quinn da poco nominato dirigente della franchigia canadese, infatti, a guidare i Petrolieri da bordo ghiaccio è stato promosso il suo vice Tom Renney.
Ritorniamo nella Eastern Conference perché anche i Florida Panthers sono molto attivi sul mercato. Del resto il neo GM Dale Tallon aveva promesso ai tifosi dei Cats un “re-styling” della squadra e così i 2 attaccanti Nathan Horton e Gregory Campbell sono stati spediti ai Boston Bruins in cambio del difensore Dennis Wideman, della quindicesima scelta assoluta all’imminente Entry Draft e di una scelta al terzo turno dell’Entry Draft del prossimo anno.
Per quanto riguarda l’Entry Draft 2010 le due squadre sono messe molto bene. I Boston Bruins hanno il vantaggio di poter chiamare per secondi dopo gli Oilers, grazie ad uno scambio con Toronto e di conseguenza a Boston potrebbe finire uno dei due top scorer della Ontario Hockey League Tyler Seguin o Taylor Hall, ma soprattutto hanno 7 scelte in totale, fra cui due al secondo turno. Mentre i Panthers, che chiameranno per terzi assoluti proprio dietro i Bruins, dopo questa trade si ritrovano con un’altra possibilità di scelta fra i primi 15, 5 chiamate fra i primi 50 prospetti e 7 fra i migliori 93. Insomma, entrambe le franchigie si preparano ad investimenti a lungo termine che la vicenda degli ‘Hawks insegna essere un’ottima politica.
Avevamo anticipato che molto probabilmente anche a San Josè sarebbe successo qualcosa di grosso, visti i nomi in scadenza di contratto ed infatti è di ieri la notizia che Patrick Marleau e Joe Pavelski sono stati confermati, mentre la prossima stagione gli Squali avranno un nuovo goalie titolare perché Evgeni Nabokov sta facendo le valigie verso un’altra destinazione.
In fin dei conti Pavelski ha solo 25 anni, è reduce da una stagione fantastica che lo ha consacrato come uno dei migliori attaccanti in circolazione e se gli Sharks sono riusciti a superare lo scoglio Avalanche al primo turno dei play-off lo devono in gran parte a lui, mentre del 30enne Marleau si è già scritto di tutto durante la Regular Season quando, grazie a 44 gol, è stato determinante per spingere gli Squali in testa alla Western Conference; senza contare che nella debacle contro gli ‘Hawks nei play-off l’attaccante canadese medaglia d’oro a Vancouver 2010 è stato uno dei meno colpevoli, anzi semmai il contrario: uno dei pochi che siano riusciti a bucare la rete difesa da Niemi con i suoi gol! Quindi, qualcuno doveva pagare per l’ennesima stagione “fallimentare” degli Squali, ma non erano certo i 2 attaccanti e per questo motivo rimarranno a San Josè per i prossimi 4 anni.
Il GM della formazione californiana Doug Wilson ha assicurato che la decisione di non offrire un rinnovo del contratto a Nabokov è motivata solo da una questione di salary cup, tuttavia è innegabile che sul 36enne estremo difensore kazako è sempre pesata una certa dose di sfiducia nelle sue capacità di “tenuta psicologica” che anche i recenti play-off oppure le prestazioni ai Giochi Olimpici di Vancouver non hanno completamente fugato.
Rimaniamo nella Western Conference perché i Phoenix Coyotes hanno esteso di due anni il contratto che li lega al 28enne attaccante canadese Taylor Pyatt.
Arrivato in Arizona nel settembre dell’anno scorso come free agent, dopo tre stagioni con i Canucks, nel suo primo anno con la franchigia del fresco vincitore del Jack Adams Award coach Dave Tippett, Pyatt ha messo in cascina 23 punti e segnato 12 gol, ma soprattutto ha messo in mostra doti di grande abnegazione ed agonismo, che hanno ben impressionato i dirigenti della società.
Ma prima di fare i nomi degli altri vincitori degli NHL Awards 2010, consentitemi di aprire una breve parentesi: la prossima stagione saremo orfani di un altro grande dell’hockey.
Infatti, dopo Rob Blake, anche Scott Niedermayer ha annunciato il ritiro. A 36 anni, dopo 18 stagioni ai massimi livelli nella National Hockey League, uno dei migliori difensori di tutti i tempi ha deciso di appendere i pattini al chiodo. Il suo palmares è impressionante: in 1.263 partite di Regular Season ha segnato 172 gol e servito 568 assist pur essendo un difensore, senza contare i 25 gol e 73 assist in 202 partite di play-off. Ma soprattutto ha vinto 4 Stanley Cup: 3 con i New Jersey Devils nel 1995, 2000 e 2004 ed una con gli Anaheim Ducks nel 2007. Due medaglie d’oro ai Giochi Olimpici Invernali del 2002 e 2010 a casa sua in Canada. E’ stato una delle colonne della nazionale canadese che ha vinto i campionati del mondo del 2004 e la Coppa del Mondo sempre nel 2004, per non parlare del suo successo nel mondiale juniores e nella Memorial Cup del 1992.
Per sua stessa ammissione uno dei momenti più commoventi della sua fantastica carriera è stato vincere la Stanley Cup nel 2007 giocando insieme all’inseparabile fratello Rob nei Ducks e proprio a proposito della sua ormai ex-squadra, non li abbandonerà del tutto. Infatti, per lui è già pronto un nuovo incarico in seno all’organizzazione del team californiano come consulente.
Ed eccoci arrivati al momento degli NHL Awards 2010. Abbiamo già anticipato che quale allenatore dell’anno è stato scelto l’head coach dei Coyotes Dave Tippett.
Pronostico confermato con Duncan Keith eletto a furor di popolo miglior difensore della Lega dopo una fantastica stagione, culminata con la conquista della Stanley Cup, che quindi si porta a casa il Norris Trophy per la prima volta nella sua ancor giovane carriera.
La sorpresa Henrik Sedin che batte la concorrenza di due superstar come lo Zar Alex Ovechkin e “l’uomo del destino” Sid Crosby e conquista l’Harth Trophy quale giocatore determinante per la propria squadra nella stagione 2009-2010 secondo l’Associazione Professionistica degli Hockey Writers.
Alla vigilia della kermesse il giocatore svedese si era detto pressoché certo di non avere chance contro quei due e invece alla luce dei fatti si sbagliava. Ma non è finita, Sedin si aggiudica anche l’Art Ross Trophy quale giocatore che ha fatto registrare il maggior numero di punti nella stagione.
Comunque, lo Zar Ovechkin si è rifatto in parte vincendo per il terzo anno consecutivo il Ted Lindsay Award (che fino all’anno passato era meglio conosciuto come Lester Pearson Award) ovvero il riconoscimento al miglior giocatore della stagione votato dall’Associazione dei suoi colleghi i giocatori.
Mentre il suo rivale di sempre Sidney Crosby è stato insignito del Mark Messier NHL Leadership Award ed ha portato a casa pure il Maurice “Rocket” Richard Trophy ex-aequo con Steven Stamkos perché entrambi con 51 gol sono stati i capocannonieri della stagione.
Rookie dell’anno e quindi vincitore del Calder Trophy è stato il giovane difensore texano dei Buffalo Sabres Tyler Myers che alla fine è riuscito a battere la concorrenza del goalie dei Detroit Red Wings Jimmy Howard e del centro dei Colorado Avalanche Matt Duchene.
Il compagno di squadra di Myers Ryan “saracinesca” Miller si aggiudica invece meritatamente il Vezina Trophy quale miglior goaltender della stagione.
Il Frank J. Selke Trophy di miglior attaccante con attitudini difensive se lo porta a casa Pavel Datsyuk dei Detroit Red Wings, mentre il Lady Byng Trophy al giocatore più corretto della stagione va a Martin St. Louis dei Tampa Bay Lightning.
Infine il portiere dei Washington Capitals Jose Theodore è il vincitore del Bill Masterton Award per essere riuscito a mantenere inalterata la sua professionalità, la sportività e l’impegno sul ghiaccio nonostante le avversità. All’inizio della stagione, infatti, ha subito la perdita del figlio neonato Chase, morto a causa delle complicazioni sopraggiunte dopo il parto prematuro. Mentre al capitano dei Phoenix Coyotes Shane Doan è andato il King Clancy Memorial Trophy per l’impegno profuso in iniziative umanitarie.



















