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31 Marzo 2008

Qui Pink Team: alla fine è quarto posto

Alle fine dei Mondiali di Prima Divisione per le ragazze azzurre è quarto posto, come a Lecco 2003. Stavolta però si chiude un ciclo, perchè le sconfitte sono accettabili, ma non l'improvvisazione.

 
Autore: By Isobel | Categoria: Nazionale e Mondiali scarica RSS della categoria Nazionale e Mondiali

Ognuno ha le sue ‘fisse’, ma quando ho visto sulla ‘diretta’ di Austria-Italia “goalkeeper in Chiara Traversa” ho toccato ferro memore della testardaggine di Sparer quattro anni fa. Purtroppo i ‘salti della quaglia’ non erano finiti e, nonostante il precedente con la Corea, Liberatore rimetteva dall’inizio l’ineffabile nostro portiere ‘made in USA’. Altmann, Kantor e Schwarzler impiegavano 20’26 ad impallinarci quattro volte, poi toccava a Mazzocchi, ma la partita era andata.
Stupendo scoprire che non era così per le nostre, capaci d’impattare la ripresa con gol di Bettarini e Bazzanella e, dopo la sesta rete biancorossa in doppia superiorità, di avvicinare ulteriormente il wunderteam ancora con la capitana (sempre in accoppiata con De la Forest) e Viel. La partita, iniziata ad handicap, e comunque ininfluente, finiva con l’Italia sotto per 6-4, ma addirittura senza portiere e con l’Austria felice che suonasse la sirena.
Con la Danimarca era in gioco soltanto più l’orgoglio (la classifica era già determinata dai precedenti risultati). Le nostre, andate in vantaggio con Anna De la Forest (finalmente libera da pastoie mentali ed a suo agio con Bazzanella e Kaser), hanno subito il ritorno delle danesi che, nel secondo tempo, hanno pareggiato sfruttando una superiorità e, sempre in superiorità, si sono portate sul 2-1. Il temporaneo pari lo trova Federica Zandegiacomo, ma a 1’34 dalla fine è Jakobsen a fissare il definitivo 3-2.
Nella festa finale c’è la grande soddisfazione di vedere Linda De Rocco premiata come migliore difensore del torneo. A Linda le cronache aggiungono Sabina Florian, Federica Zandegiacomo e due volte Anna De la Forest tra le premiate per una singola partita, poi l’altro nostro possente difensore, Valentina Bettarini, e le inossidabili Evelyn Bazzanella e Sabrina Viel. Peccato che siano quarte!
Il quarto posto di Vierumaki ha origini lontane trecentoquarantuno giorni, gli stessi trascorsi tra la fine dei Mondiali ’07 e l’amichevole contro la Slovacchia del 27 febbraio scorso che ha aperto la stagione della nostra nazionale femminile. Dicono che è colpa del movimento, ma Russia, Repubblica Ceca e Francia non stavano meglio ed hanno continuato ad investire tanto che la Cekia è addirittura approdata al bronzo assoluto tra le under 18; noi no, noi abbiamo buttato alle ortiche una squadra da decimo posto mondiale e ci ritroviamo qui a disquisire sul diciannovesimo.
In questi cinque anni siamo riusciti a perdere quattro o cinque atlete di primo livello (anche in Finlandia la rinuncia di Katharina Sparer ha contribuito ad affossare le speranze del Pink Team), ad avere sempre dei dirigenti ostili o con le mani legate e dei tecnici solo parzialmente informati sui fatti.
Gino Merler, Marco Dolce e Rosy Giordano hanno dovuto soccombere; Karl Linter, l’attuale responsabile dell’hockey nazionale si rifugia dietro la pochezza del movimento femminile e Dario Saletta, suo alter ego per il settore “rosa”, non ha santi in paradiso per contare più del due di picche. Nel frattempo un’Austria derelitta (che a Cavalese, stagione ‘02/’03, perdeva ancora 7-0 e 8-1 dalle nostre) ha messo in piedi un programma affidato al finnico Timo Sutinen e, dopo avere vinto la terza divisione nel 2004, ha ottenuto quest’anno una brillante e meritata nuova promozione: quella in prima divisione.
I coach, da Markus Sparer, che ha seguito con Ganz e poi anche Segatta il ciclo olimpico, a Marco Liberatore, coadiuvato oggi da  Fedrizzi, sono stati “bolzanocentrici”. Nessuno nega il ruolo centrale delle Eagles nel campionato italiano, ma per la nazionale valeva forse la pena che ogni allenatore percorresse qualche chilometro con l’intento di seguire le atlete più interessanti, di mantenere i contatti, di conoscere le diverse realtà. Al raduno di febbraio, a Torre Pellice, era già evidente che l’ossatura della squadra sarebbe dipesa dall’ispirazione del momento: linee precarie come composizione e una certa tendenza ad abbinare nomi più che caratteristiche di gioco; poi magari qualcosa ha funzionato, ma probabilmente una squadra nazionale merita qualche attenzione in più.
Da dove provengono queste considerazioni? Ecco qualche spunto di riflessione per chi fosse interessato:
1) Sabina Florian - per la prima volta non è tra le prime trenta della classifica a punti, eppure gioca nella Bundesliga tedesca (7 gol e 7 assist quest’anno con il Riessersee di Garmish-Partenkirchen): un talento naturale utilizzato qua e là mortificandone indole e fisicità;
2) Diana Da Rugna ed Eleonora Dalprà - due giovani di belle speranze, in gran spolvero nella EWHL e decisive per la conquista dello scudetto da parte della loro società, qui, come altre volte in nazionale, sprofondate nell’anonimato, come se avessero le ali tarpate;
3) Silvia Toffano (scelta come esempio per tutte le “fuori ruolo”) - gioca centro nella sua squadra di club, si adatta a fare il terzino (con Sparer e Kupec) per necessità: metterla all’ala significa spaesarla, togliere consistenza al suo apporto, lo sanno anche i pali della luce dell’agordino!
Può bastare. Nella speranza che non passi un altro anno prima di sentir parlare della femminile.

Ultimi risultati dell'Italia:  Austria - Italia 6-4 (3-0,2-2,1-2), Danimarca - Italia 3-2 (0-1,2-0,1-1)

Classifica Finale:  Austria p.ti 15, Danimarca 12, Nord Corea 9, Italia 5, Olanda 4, Australia 0.
L’Austria è promossa in prima divisione; l’Australia retrocede in terza divisione.

Le tre migliori giocatrici del Mondiale scelte dalla IIHF, ruolo per ruolo.
Portiere: Sandra Borschke (AUT).
Difensore: Linda De Rocco (ITA).
Attaccante: Denise Altmann (AUT).

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Italia-Danimarca 2-6, Italia-Francia 2-3 e 4-6: con questi risultati l'Italia è retrocessa. Di chi sono le colpe principali del fallimento azzurro ai mondiali canadesi?

 
 
 
 
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-by Axura-