Qui Valpe: netta sconfitta in Coppa Italia con il Renon
Nonostante la forte spinta del suo pubblico la Valpellice gioca alla pari contro il Renon per soli trenta minuti ed alla fine sono i vice-campioni d'Italia ad approdare alla Final Four di Coppa Italia.
Il primo pensiero va a Valdo Giusiano, efficiente e appassionato coordinatore e responsabile degli addetti al pubblico in occasione delle partite della Valpe. L’ha colto un infarto nella seconda metà del terzo tempo: i soccorsi sono stati subitanei, le sue condizioni sono tuttavia serissime.
La notizia ha lasciato esterrefatti i 1500 spettatori, che avevano seguito con la consueta passione la squadra locale, trovatasi di fronte a un ostacolo davvero insuperabile.
Il Renon rinuncia a Tudin, Astashenko e Smith (oltre a Ramoser, Vigl e Rasom), ma ha pur sempre dalla sua. Corbeil e Mather in avanti, nelle retrovie Nemecek, possente e preciso in attacco, e il grandissimo Cloutier, un vero spettacolo anche in... riscaldamento.
Eppure, per tacere della presenza carismatica e di velocità marziana di Scandella, ad avvio secondo tempo saranno gli italiani a far ballare i padroni di casa: errore in disimpegno, un mancato controllo in balaustra e Daccordo serve Rottensteiner solo di fronte a un Demetz fino allora magnifico per reattività fisica e tecnica. Dopo 10’ arriva l’uno-due (Scelfo servito ancora da Daccordo, poi Mather in deviazione volante) che sembra da ko definitivo. Non è così, la Valpe ha ancora la forza di reagire con una rete di Surma, una delle sue. E siamo sull’1-3 che giusto un anno fa chiuse la partita, più che onorevolmente per i valpellicesi.
Quest’anno il Renon è un maestro più severo: nei 10’ iniziali dell’ultimo terzo stronca ogni velleità di rimonta. Dopo il sesto goal Demetz lascia a Platè, ma al portierone si possono imputare colpe probabilmente solo sulla quinta segnatura (Hafner).Ancora Scelfo e successivamente Corbeil e un monumentale Daccordo mettono a segno i loro colpi.
Troppo ampio il divario, anche fisico, tra le due squadre; le varie superiorità avute dai padroni di casa nel primo tempo non si sono concretizzate, non è bastato il gran lavoro di Grossi e Petrov soprattutto: in questi casi si prende atto, con poco da rimproverarsi. Ma ora l’attesa è rivolta altrove: si attendono notizie dall’ospedale di Pinerolo, anche se dalle prime indiscrezioni si parla di infarto della parete cardiaca anteriore con conseguente arresto cardiaco.
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