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01 Luglio 2008

Sondaggio chiusura Vipers Milano: online i risultati

I Vipers hanno chiuso i battenti e dalla prossima stagione la Serie "A1" perde una piazza fondamentale come Milano. A chi attribuire le colpe principali della chiusura dell'HC Milano Vipers?

 
Autore: Daniele Amadasi | Categoria: L'hockey italiano scarica RSS della categoria L'hockey italiano

Queste le percentuali delle risposte date dalle oltre trecento persone che hanno partecipato al nostro sondaggio:

26% al Dott. Di Canossa, Presidente del Milano
19% alle istituzioni cittadine di Milano, pressochè sempre assenti
18% al mancato sviluppo professionale della Lega Hockey
37% al dilettantismo del movimento hockey italiano


Risposte che rispecchiano in assoluto l'attuale sentore cittadino, dove molti appassionati ancora pur scottati dalla decisione dei Vipers di chiudere in maniera improvvisa e senza possibilità di dare un futuro all'hockey ghiaccio sotto la Madonnina, indirizzano verso altri lidi le colpe di quanto sopra.
Ovvero verso le istituzioni cittadine pressochè sempre assenti ma purtoppo anche allo stesso tempo poche coinvolte a livello istituzionale e politico, verso il mancato sviluppo professionale da quella Lega Hockey fortissimamente voluta dell'ex numero uno dei Vipers che pur anche solo per uno anno ha avuto la possibilità di avere la Presidenza ed il controllo assoluto della comunicazione e del marketing e verso quel dilettantismo del movimento hockey italiano che è pero tale oltre vent'anni con una massima serie quasi professionistica ed una seconda serie semiprofessionistica che in ogni estate deve fare i conti con più chiusure piuttosto che aperture di nuove squadre, per non parlare di ciclici ritorni della durata massima di due stagioni.

Risposte che danno poi un valore alla misura del termometro attuale della situzione hockey a Milano con una società che nel bene per nove anni e nel male in questo ultimo periodo ha segnato le gesta sul ghiaccio. Ha segnato perchè i Vipers Milano saranno solo un ricordo e per non far si che anche l'hockey ghiaccio lo diventi occorre veramente rimboccarsi le maniche per ripartire da zero ma con tanta voglia di far decollare un nuovo progetto, nella quale ci possa essere possibilità di rivedere quanto prima una prima squadra meneghina impegnata in un campionato senior. Progetto che dovrà vedere impegnate nuove forze per dare maggiore credibilità e che dovrà puntare sulla reale e non di facciata crescita e sviluppo del settore giovanile, riunendo se possibile in questo pool di lavoro tutte le società di hockey su ghiaccio di Milano munite di settore giovanile.
Perchè l'unione fa la forza e perchè non è utopia pensare ad una polihockey sportiva costituita da un solo club senior che punti a giocare in Serie "A1" e dai settori giovanili dei diversi club amatoriali milanesi.

Daniele Amadasi
Direttore TuttoHockey.com

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I vostri commenti

CORTENOVA SERGIO (CASTELLANZA (VA))

Sabato 05 Luglio 2008, 19:43
Tre stagioni orsono il Milano vinceva, alla sua prima apparizione, il
campionato nazionale U26 e ricordo benissimo i proclami e le promesse fatte
ai ragazzi dall'architetto Migliore subito dopo "gara2" vinta sul ghiaccio
di Feltre.
Ora alla luce di quanto accaduto mi chiedo se non sarebbe stato meglio
darsi da fare allora per far diventare quella squadra, la base su cui
lavorare per creare una realtà Lombarda competitiva dal punto di vista
sportivo e sicuramente di minor costo.
Da allora sono passate come già detto tre stagioni, quella bella realtà è
stata sgretolata e dispersa in mille rivoli e da ultima si è sgertolata
anche quella società che avrebbe dovuto essere esemplare per tutto il
movimento.
Ora che "la vacca è entrata nelle verze" si cercano 300'000 euro e si
promuovono sottoscrizioni popolari per allestire una squadra che possa
partecipare al campionato di Serie C.

Antonio (Lugano)

Mercoledì 02 Luglio 2008, 06:00
Caro Direttore, cio' che ha scritto e' la pura verita'.
Il problema secondo me e' che poi in Alto Adige non si spinge per avere
un hockey professionale . A loro importa solo che i 15-20 giorni delle
vacanze di Natale i turisti abbiano una possibilita' di svago in piu'.
Fine. Con queste prospettive e' impensabile che un imprenditore investa o
meglio perda denaro a Milano.
L'unica strada e' quella di lavorare un anno con Fasel, europeista
convinto, e unire i 2-3 campionati in crisi: Italia, Austria e paesi dell'
ex Jugoslavia e forse Francia per costruire un terza fascia di Continental
che pero' sia anche un campionato extraregionale, e che permetta al
vincitore di misurarsi con i vincitori degli altri 2 gironi di Cointinental
e volendo con i campion i NHL.
Solo cosi si puo' avere un futuro. Dimentichiamoci il campionato
italiano. Forse altre squadre potrebbero seguirci, e mentre gli altri a
poco moriranno, in 5-6 anni si potrebbe avere un panorama diverso che
permetta un vero campionato europeo ad alto livello. O cosi' o l' Hockey a
Milano lo possiamo dimenticare.

gino alberto giudici (milano)

Martedì 01 Luglio 2008, 09:41
Caro Direttore,
concordo con quanto Lei ha scritto sull'unione fa la forza a livello
milanese per lo sviluppo dei settori giovanili e per la creazione di una
squadra di riferimento in cui i giovani che sono cresciuti possano trovare
adeguato spazio per dimostrare il loro valore sportivo.
Un'osservazione su tutte mi consenta fare: guardando qua e la nei vari
siti delle altre realtà non si è visto espresso molto rammarico per la
perdita di Milano.
Non sembra singolare? Non fa un po' specie?
Grazie per mantenere viva l'attenzione per questo appassionante sport a
livello milanese.
 

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